MONTIFERRU
L’altopiano di Abbasanta, originatosi dalle lave che scaturirono dal complesso vulcanico del Monte Ferru, presenta un paesaggio caratteristico, a campi chiusi pascolivi, con i muri a secco che delimitano le tancas di derivazione ottocentesca. E’ tipica la presenza di pinnette di pietra e frasche , utilizzate come riparo per i pastori. Nei centri abitati sono caratteristiche le case in pietra, basse o con pochi piani e senza cortili e loggiati, secondo una tipologia che è comune nei centri scarsamente impegnati nelle attività agricole.
Il Montiferru, per la salubrità dell’aria e le numerose sorgenti (San Leonardo) è invece un importante polo di attrazione turistica. I centri abitati sono caratterizzati da case a più piani del tipo montano.
Le due regioni sono ricche di testimonianze archeologiche (grandiosi il complesso nuragico del Losa-Abbasanta e il santuario nuragico di S. Cristina- Paulilatino). Di notevole interesse sono anche la torre di modulo catalano di Ghilarza (XVsec. ), le chiese presenti nei diversi centri abitati (S.Teodoro-Paulilatino, gotico aragonese; S.Palmerio e S. Giorgio, del XII e XIII sec. , a Ghilarza) e quelle campestri, frequentate in occasione di feste religiose e dotate di cumbessias , caratteristiche costruzioni destinate ad ospitare il fedeli che vi giungono in pellegrinaggio.
Se Ghilarza è inoltre nota quale luogo dove Antonio Gramsci trascorse gli anni della fanciullezza e adolescenza, Sedilo, sulla valle del Tirso, è invece soprattutto legata al santuario di Santu Antine, uno dei più famosi luoghi di culto dedicati in Sardegna all’imperatore Costantino e dove nella prima decade di luglio si svolge la spericolata gara equestre dell’Ardia.
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