BARIGADU
" Il Barigadu (dal latino 'valicare') è un territorio d'altopiano di selvaggia bellezza della Sardegna centro-occidentale. Trachitico-tufaceo su base granitica, trova un importante elemento paesistico nel lago Omodeo, imponente invaso creato negli anni '20 dallo sbarramento del Tirso.
Elementi geografici e culturali (diffusione della parlata logudorese e campidanese, tipologie abitative e tradizionali barbaricine e campidanesi) fanno del Barigadu una regione "di frontiera". La base produttiva è agro-pastorale, ma è dinamico il settore dell'artigianato tradizionale del legno, ferro battuto e tessile (Samugheo, Allai, Busachi, Ula Tirso, Sorradile).
Abitata fin da epoche remote (Domus de Janas di Campu Maiore-Busachi) la regione assunse particolare rilievo in età romana e bizantina, per la presenza a Fordongianus di un importante presidio militare destinato a fronteggiare le scorrerie barbaricine (Acque Hypsitane, II secolo a.C., poi Forum Traiani). Il centro, di notevole vitalità economica e culturale (importanti i resti delle terme del I e III secolo d.C. e del ponte sul Tirso) fu precocemente cristianizzato ( nel IV secolo vi fu martirizzato San Lussorio) e divenne, nel V secolo, sede episcopale.
Nel medioevo il Barigadu fece capo al giudicato di Arborea, mentre in età spagnola rientrò nei feudi di Barigadu Iossu, Barigadu Sussu, Mandrolisai.
E' notevole l'impronta lasciata dal forte sentimento cristiano sul paesaggio storico della regione. Ne sono testimonianza i numerosi santuari campestri e le belle parrocchiali cinque-seicentesce dei centri di Ula Tirso, Ardauli, Nughedu S. Vittoria, Sorradile, dove i moduli stilistici colti sono reinterpretati con gusto eclettico da un esuberante linguaggio decorativo provinciale.
I centri urbani sono caratterizzati da un intenso e sapiente uso della pietra locale. Emerge la signorile casa Madeddu (Fordongianus) costruita in stile tardo-gotico, tra la fine del '500 e gli inizi del '600.
|