 SINIS
- ISOLA DI MAL DI VENTRE
Il profilo che delimita l'Area
marina protetta Penisola del Sinis - Isola di Mal di Ventre è caratterizzato,
verso terra, da una costa con pregevoli e, talvolta uniche, situazioni
paseaggistiche ed ambientali. Nei tratti bassi di questa costa si
sono sedimentate spiagge di sabbia e di granuli di quarzo di rara
bellezza; nei tratti alti, imponenti falesie sovrastano il mare
fungendo da belvedere verso l'antistante Isola di Mal di Ventre,
a Nord e lo scoglio del Catalano, a Sud. L'unicità di questo lembo
di Sardegna è fornita dalla straordinaria sensazione di continuità
fra terra e mare. Il Sinis di Cabras è uno straordinario condensato
di storia umana ed una delle più suggestive sintesi della natura.
A dispetto della immobilità che trasmettono le "forme" geologiche,
i paesaggi che si prospettano sono il risultato di una successione
di eventi geologici e dell'opera dell'uomo.
Nella ricerca delle ragioni della millenaria presenza umana, riconoscerete
nei massi squadrati di roccia sedimentaria e vulcanica, negli edifici,
nelle strade, nei nuraghi, nelle peschiere, nelle praterie umide,
nelle spiagge, i segni di un ambiente dominato dal mare, dagli stagni,
dal vento e dal sole. Ma se è difficile capire l'uomo del Sinis
separandolo dal contesto ambientale, "gli avanzi, di natura" riporteranno
a tempi molto più lontani di quelli in cui l'uomo è stato il protagonista.
Il Sinis di Cabras è un variopinto campionario di ecosistemi. Flora
e fauna sono tipiche del Mediterraneo, la vegetazione è ovunque
di tipo erbaceo o arbustivo, raramente arboreo. Canneti e tifeti,
distese di scirpo e giunco, tamerici e salicornie offrono rifugio
ad una ricca e differenziata avifauna selvatica con presenze uniche
e rare; sono mediterranei "tipici" anche il clima, il mare che bagna
le coste sabbiose e rocciose, i grandi sistemi delle acque così
caratteristici.
Fino alla fine del 1800 le zone umide erano senza dubbio il tratto
paesaggistico dominante nel golfo di Oristano: lo stagno di Cabras,
vero simbolo del territorio, chiamato nell'antichità, stagno di
Mar'e Pontis, impregna ogni manifestazione di vita, di economia
e di cultura di Cabras; la laguna di Mistras, oasi faunistica di
450 ettari, a cornice della quale, colture di barbabietole, carciofi
e pomodori, siti nuragici, confermano come le zone di "transizione"
abbiano svolto una funzione strategica per l'uomo nel Sinis; le
paludi temporanee; i canali; la foce del Tirso, l'influenza delle
cui acque è fondamentale per l'ecologia del Golfo, dello stagno
di Cabras e della Laguna di Mistras, perchè le sue acque, miscelandosi
con quelle del mare, costistuiscono una sorta di "trappola biologica"
che alimenta di vita le acque del litorale e dei corpi idrici; i
caratteristici stagni retrodunali di Mari Ermi e Portu Suedda, creatisi
dietro i cordoni di sabbia quarzifera, dove l'acqua si accumula.
Infine i promontori di Capo San Marco, Seu, Su Tingiosu, il pianoro
di "Su pranu" ed i residui sistemi dunali di San Giovanni di Sinis,
Funtana Meiga e Maimoni.
(Tratto da http://www.areamarinasinis.it) |